Perchè alla fine ci aggrappiamo a qualunque cosa pur di non essere distrutti. Crediamo a cose che non ci sono, costruiamo immagini stupende con la nostra testa, la malattia mi ha insegnato ad essere bravissima in questo: il mio corpo era a letto e io con la mia testa in qualche angolo di mondo in cui potessi respirare quell'aria che sapeva di vita.
Ci aggrappiano a noi stessi, senza in realta accogliere chi veramente siamo, senza lasciare che questo sapere passi attraverso la nostra fragilità. E poi una sera di gennaio ti accorgi che sbagli sempre la stessa mossa. Ogni volta sei bravissima a mostrare il tuo fianco. Permetti ad alti di scoprirti. Invce di proteggerti, perchè fino ad oggi tu ne hai avute abbastanza? A quanto pare no. sembra che non ce la faccio a proteggermi, a tutelarmi dalle parole degli altri, a credere che il bene sia sopra ogni cosa.
Si sono diventata pungente, tosta, non lascio correre, so rispondere e il pensiero va veloce, ma ho sempre questa maledetta fiducia nell'altro che mi frega sempre, anche in persone che conosco, di cui le immagini sono ben chiare. Parto con tutti i buoni propositi e poi? La fine è sempre quella: gli permetto di dire cose che non gli competono, acconsento di calpestare qualcosa di mio.
E quindi alla fine a cosa ti aggrappi per il dolore di qualcuno che ha capestato la tua rosa?
Ti aggrappi a quel pensiero piacevole, a quel angolo che hai costruito in tutto questo tempo per proteggerti dai brutti pensieri, dalle persone, dai gesti sbagliati... e li cazzo se stai bene, stai proprio bene e quel bene ti fa paura perchè ti chiedi se e realtà o fantasia...
eppure è un viaggio stupendo e tu ne senti il bisogno profondo e anche questo è duro da accettare.
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